domenica 25 marzo 2012

La Metafora del Ponte

"Si pensa che un ponte, come prima cosa e propriamente, sia semplicemente un ponte. Ma dopo e all'occasione opportuna, esso può esprimere ancora molte cose. In quanto è una espressione, esso diventa un simbolo. Solo che un ponte, quando è un vero ponte, non è mai prima un semplice ponte e poi un simbolo. Nè d'altronde esso è in prima istanza un semplice simbolo, in quanto esprimerebbe qualcosa che a rigore non gli appartiene. Se pensato rigorosamente difatti un ponte non si mostra mai come espressione. Il ponte è una cosa e solamente una cosa".
(M. Heidegger, BAUEN,WOHNEN UND DANKEN
in Vorträge und Aufsätze, 1954)

In un'epoca come la nostra in cui la concezione funzionalista dello spazio, ovvero della derivazione dell'oggetto architettonico e della sua forma semplicistacamente dall'analisi delle funzioni di programma, non può più rispondere ai bisogni della società, abbiamo sempre più necessità di simboli che codifichino i nuovi paradigmi scaturiti dalla rivoluzione informatica.
L'architettura ha bisogno di essere, al tempo stesso, simbolo e funzione. La natura traslata delle informazioni richiede, quindi, edifici che si facciano metafora, che informino.
Questo è uno dei passaggi che, a mio avviso, più fortemente emerge dalla lettura del testo La Via dei Simboli di A. Saggio.

Tale assunto è magistralmente incarnato dal Museo Guggenheim di Bilbao di F. O. Gehry, "opera [...] tanto forte all'interno quanto all'esterno". Splendido esempio di edificio che assolve la funzione di museo della contemporaneità conformando e rivitalizzando, al contempo, gli spazi esterni alla stregua di una moderna cattedrale gotica; e come una cattedrale gotica il museo diventa simbolo di una tumultuosa e iperconnessa collettività, governata da flussi incessanti di informazioni. L'edificio riqualifica e connota una intera città; morfogeneticamente esplode all'interno di un'area dismessa, innestando cicli potenzialmente infiniti.
E' nella vitalità della funzione stessa che la forma assume dirompenti valori emblematici e simbolici, si identifica col contenuto funzionale interpretandone il senso e facendosi SIMBOLO.

testi citati:

Risposte

1_a
2_b
3_d
4_c
5_c

Speakers' Corner

Domanda 1
A cosa serve il parallelo automobilistico tra "Ford T" e "Smart"?
a_ A spiegare il cambiamento di valori e di bisogni della società contemporanea rispetto quelli della società industriale
b_ A mettere in evidenza l'evoluzione estetica nel settore automobilistico
c_ Per far capire quanto siano più colorate le nostre vetture rispetto quelle dei primi decenni del Novecento
d_ Ad esaltare i progressi della tecnica

Domanda 2
Cosa si intende per filosofia di lavoro "proactive"?
a_ Un tipo di filosofia orientale molto vicina a quella Zen
b_ Un tipo di atteggiamento volto a causare cambiamenti e ad attivare processi, piuttosto che a subirne passivamente
c_ Un atteggiamento totalmente passivo
d_ Un atteggiamento neutrale rispetto ai cambiamenti societari

Domanda 3
Qual è la definizione di dato in informatica?
a_ Ciò che viene proposto come oggetto di osservazioni e studio
b_ Qualcosa di certo e determinato
c_ Minimo elemento di modifica di una situazione precedente, soggetto ad una ed una sola convenzione
d_ Minimo elemento di modifica di una situazione precedente, soggetto a molteplici convenzioni

Domanda 4
Che cosa si intende per valore entropico del dato?
a_ Rapporto tra la quantità di calore scambiata con l'esterno e la temperatura assoluta assunta dal dato durante la trasformazione
b_ Valore fisico-matematico
c_ Caratteristica per cui il dato stesso contiene infinite informazioni non ancora decodificate
d_ Nessuna delle precedenti

Domanda 5
Perchè si è utilizzato "Il Gattopardo" di L. Visconti?
a_ Per esaltare la bellezza dei costumi del film stesso
b_ Per paragonare la velocità dell'informazione con la velocità del felino
c_ Per argomentare la definizione di modernità espressa da B. Zevi e A. Saggio
d_ Per stabilire un rapporto cronologico tra l'epoca di ambientazione del romanzo ed i nostri giorni